
PROGETTO EMERGENZA ALLUVIONE
Il 26 agosto 2026 gravi alluvioni e colate di fango e detriti hanno colpito diverse aree del Nepal, causando vittime, dispersi, sfollamenti e ingenti danni alle abitazioni e alle infrastrutture. Il distretto di Rasuwa è tra le aree maggiormente colpite. In molte comunità l’accesso rimane difficile e, nonostante gli importanti interventi già realizzati dalle autorità e dagli attori umanitari, gli aiuti non hanno raggiunto tutte le famiglie nello stesso modo.
Accanto ai bisogni materiali più immediati, stanno emergendo esigenze meno visibili ma altrettanto importanti: protezione delle persone più vulnerabili, supporto psicosociale, accesso all’acqua e ai servizi igienici, prodotti per l’igiene e la dignità personale e sostegno alle famiglie che si preparano a lasciare i centri collettivi senza disporre delle risorse necessarie per farlo in condizioni adeguate.
Per comprendere meglio questi bisogni e ridurre il rischio di sovrapporre gli interventi già in corso, Apeiron ha sostenuto due valutazioni rapide dei bisogni sul campo, realizzate dalle organizzazioni nepalesi FOCUS Nepal e PRERANA.
La nostra risposta all’emergenza
L’intervento proposto da Apeiron ODV mira a contribuire a una risposta emergenziale mirata, inclusiva e dignitosa, rafforzando al tempo stesso la protezione, il benessere e l’accesso a servizi e condizioni di vita più sicure per le persone e le famiglie maggiormente vulnerabili colpite dalle alluvioni.
Il progetto si sviluppa attorno a quattro obiettivi specifici.
1.Raggiungere le famiglie che hanno ricevuto meno assistenza
Attraverso la registrazione e la verifica dei nuclei familiari, saranno individuate le persone maggiormente vulnerabili e valutati sia i loro bisogni sia gli aiuti già ricevuti.
L’assistenza comprende la distribuzione di beni essenziali, prodotti per l’igiene e la dignità personale e altri beni prioritari, oltre a eventuali forme di sostegno in denaro o voucher, quando più appropriate e coordinate con gli interventi già esistenti.
Particolare attenzione sarà dedicata alle comunità più remote e difficili da raggiungere, attraverso attività di prossimità. La composizione dell’assistenza non sarà definita rigidamente in anticipo, ma adattata ai bisogni effettivamente verificati e all’evoluzione della situazione.
2.Rafforzare protezione e supporto psicosociale
L’emergenza ha prodotto non solo perdite materiali, ma anche conseguenze profonde sul benessere e sulla sicurezza delle persone.
Il progetto prevede quindi spazi comunitari temporanei sicuri, interventi di prossimità (outreach), supporto psicosociale di base e primo soccorso psicologico, oltre all’individuazione dei principali rischi di protezione e alla diffusione di informazioni sui servizi disponibili.
Particolare attenzione sarà rivolta a donne, bambine e bambini, adolescenti e altre persone in condizioni di vulnerabilità, comprese le bambine e i bambini separati dai propri familiari o che abbiano perso uno o entrambi i genitori. Saranno inoltre considerate le esigenze delle persone con disabilità e le eventuali barriere che ne limitano l’accesso all’assistenza.
3. Accompagnare le famiglie verso condizioni di vita più sicure
Per alcune famiglie la fase successiva all’accoglienza nei centri collettivi sarà il trasferimento verso una sistemazione temporanea o il rientro, quando possibile, in un’abitazione.
Il progetto intende sostenere questo passaggio quando le famiglie dispongono di una soluzione abitativa ma non delle risorse necessarie per affrontarlo in condizioni adeguate e sicure. Il supporto potrà comprendere beni essenziali per la sistemazione e la protezione delle abitazioni in vista della stagione fredda, kit e altri beni prioritari, eventuale sostegno al trasporto e orientamento verso ulteriori servizi o forme di assistenza.
Anche questa componente sarà attivata sulla base delle condizioni effettive delle famiglie e degli aiuti già ricevuti, senza sostituirsi ai meccanismi pubblici o agli interventi già disponibili.
4. Facilitare l’accesso ai servizi specialistici
L’intervento rafforzerà inoltre la capacità di individuare e accompagnare in modo sicuro le persone che necessitano di servizi specialistici sanitari, psicosociali o di protezione.
Nell’ambito della collaborazione con Apeiron, sarà rafforzato in particolare l’orientamento e l’invio (referral) verso CASANepal, struttura protetta gestita da Apeiron Nepal a Kathmandu dal 2007, per le donne che necessitino di protezione specializzata o di una sistemazione sicura a seguito di violenza o di gravi rischi di protezione. I referral saranno effettuati caso per caso, in coordinamento con gli attori locali competenti e nel rispetto di consenso, riservatezza, tutela e sicurezza.
Come lavoreremo?
Il progetto sarà realizzato attraverso una risposta unica e coordinata tra Apeiron ODV, Apeiron Nepal e le organizzazioni locali FOCUS Nepal e PRERANA. I due partner nepalesi opereranno direttamente nelle comunità di Rasuwa, in aree complementari definite sulla base delle valutazioni dei bisogni e del confronto con le autorità locali e gli altri attori della risposta.
Apeiron ODV coordinerà l’intervento e il rapporto con i donatori, mentre Apeiron Nepal contribuirà da Kathmandu attraverso la propria esperienza nel campo della protezione, il raccordo con i meccanismi di coordinamento umanitario e i percorsi di referral verso i servizi specialistici.
Chi vogliamo raggiungere?
La risposta potrà raggiungere fino a circa 1.200 nuclei familiari, pari indicativamente a 4.650–5.200 persone.
Saranno prioritariamente considerate famiglie con abitazioni distrutte o gravemente danneggiate, persone sfollate, donne capofamiglia, bambini, bambine e adolescenti, persone anziane e con disabilità, donne in gravidanza o allattamento, famiglie che hanno subito lutti o la perdita della principale fonte di reddito e persone che hanno ricevuto assistenza limitata.
Un intervento flessibile e coordinato
La risposta sarà basata sui bisogni, complementare e flessibile. Prima di ogni intervento saranno verificati gli aiuti già ricevuti e le attività degli altri attori, per ridurre il rischio di duplicazioni.
La composizione dell’assistenza e la distribuzione delle risorse potranno essere adattate all’evoluzione della situazione e alle necessità effettivamente verificate sul campo. Saranno inoltre previsti semplici meccanismi di feedback e segnalazione, affinché le persone coinvolte possano esprimere bisogni e problematiche.
Parallelamente, Apeiron continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione e i bisogni che emergeranno nella fase successiva, in particolare rispetto ad abitazioni, istruzione, mezzi di sostentamento e recupero dell’autonomia economica, valutando eventuali interventi di medio-lungo periodo insieme alle organizzazioni locali e alle comunità.
COME SOSTENERE L’EMERGENZA
Se vuoi contribuire anche tu al supporto delle comunità colpite dall’alluvione scopri qui come fare!
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Progetto
PROGETTO EMERGENZA ALLUVIONE
Periodo
da Settembre 2026 per 6 mesi
Partner locali
FOCUS Nepal, PRERANA e Apeiron Nepal
Donatori
tanti donatori privati
Budget
65.000€ circa
Obiettivo
Contribuire a una risposta emergenziale mirata, inclusiva e dignitosa, rafforzando la protezione, il benessere e l’accesso a servizi e condizioni di vita più sicure per le persone e le famiglie maggiormente vulnerabili colpite dalle alluvioni.
