Progetti completati

Di seguito una breve descrizione dei progetti realizzati e conclusi da Apeiron negli anni passati:


Costruiamo CASANepal

Progetto: Costruiamo CASANepal

Periodo: da Gennaio 2017 a Novembre 2019

Partner locale: Apeiron Nepal

Budget: 585.000 euro circa

Donatore: Donazioni private, aziende, fondazioni, tra le quali Fondazione Prosolidar - Onlus , ed enti privati, tra cui Ethical Project, Apeiron Trento Onlus, Otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi)Ass. Giuliano De Marchi per il NepalIl Nodo Infinito e Himalayan Seeds.

Obiettivo: Migliorare e consolidare il lavoro che la struttura di accoglienza di Apeiron, CASANepal, porta avanti regolarmente da più di 10 anni con le donne vittime di violenza e discriminazione, attraverso la costruzione di un edificio di proprietà per garantire una parziale autosufficienza ed una maggiore sostenibilità.

“𝓒𝓲 𝓿𝓸𝓰𝓵𝓲𝓸𝓷𝓸 𝓵𝓮 𝓶𝓪𝓷𝓲 𝓹𝓮𝓻 𝓬𝓸𝓼𝓽𝓻𝓾𝓲𝓻𝓮 𝓾𝓷𝓪 𝓪𝓫𝓲𝓽𝓪𝔃𝓲𝓸𝓷𝓮, 𝓶𝓪 𝓼𝓸𝓵𝓸 𝓲𝓵 𝓬𝓾𝓸𝓻𝓮 𝓹𝓾𝓸̀ 𝓬𝓸𝓼𝓽𝓻𝓾𝓲𝓻𝓮 𝓾𝓷𝓪 𝓬𝓪𝓼𝓪”

A distanza di 10 anni dall’avvio del progetto CASANepal e alla luce degli importanti risultati ad oggi raggiunti, è emersa nel tempo l’esigenza di garantire autonomia e sostenibilità alla struttura, per evitare che la sua esistenza e il suo funzionamento dipendessero esclusivamente da contributi e fondi esterni. CASANepal, con il suo approccio olistico e survivor-centered, ha in generale infatti costi di gestione piuttosto elevati ed è diventato quindi di vitale importanza nel tempo per Apeiron garantirne la sopravvivenza e, al tempo stesso, puntare ad un continuo miglioramento dei servizi offerti.

Un primo importante passo era assicurare ad Apeiron la proprietà dell’edificio dove vengono ospitate le beneficiarie, riducendo così i costi di gestione, eliminando la spesa dell’affitto e garantendo al tempo stesso una maggiore stabilità al progetto. Inoltre, la costruzione di un edificio di proprietà destinato esclusivamente ad ospitare la struttura di accoglienza per donne sopravvissute a violenze di genere ed i loro figli, in conformità alle Linee Guida “The Rehabilitation Centers Operation” del Governo Nepalese, ci ha permesso di realizzarlo in maniera congeniale alla sua funzione. Abbiamo inoltre previsto anche la creazione di spazi per il consolidamento delle attività produttive, volte alla generazione di profitti destinati al sostegno della struttura medesima,  garantendo così all’intero programma maggior funzionalità, stabilità e sostenibilità.

Il progetto di costruzione della nuova CASANepal ha previsto una soluzione costruttiva di un complesso scomposto in 3 fabbricati principali, ognuno con accesso indipendente, a cui sono affiancati altri edifici accessori esterni.
Tra questi ulteriori edifici, in particolare: una cucina e dei servizi igienici, una guardiola per la guardia di sicurezza, un piccolo stabile composto da una stanza destinata alla prima accoglienza ed una da utilizzare come infermeria per le ospiti malate ed un locale per la produzione di vari beni destinati alla vendita sul mercato locale ed internazionale allo scopo di contribuire ai costi della struttura stessa.

Tutti i tre i blocchi sono collegati tra loro al piano terra da un ampio cortile che rappresenta un importante punto di incontro e socializzazione, ma che può essere utilizzato anche per numerose attività specifiche (come ad esempio delle rappresentazioni teatrali ed attività ricreative di vario genere per donne e bambini). Una scala esterna permette l’accesso ai piani superiori dei tre fabbricati, collegati tra loro grazie ad un efficace sistema di ballatoi.
Esternamente il design di CASANepal si ispira alla tradizionale architettura Newari, etnia autoctona della Valle di Kathmandu, ripensata in chiave moderna grazie alluso di nuovi materiali, sempre comunque disponibili in loco, e alle numerose innovazioni tecnologiche.

L’edificio è stato inoltre ideato tenendo in elevata considerazione le norme antincendio e di sicurezza sismica e la massima sostenibilità economica e ambientale (inclusa l’efficienza energetica). Il complesso è stato progettato infatti per sfruttare al massimo la luce naturale del sole, lungo il suo percorso giornaliero, garantendo così la trasmissione di calore durante la stagione invernale, sia negli spazi interni che esterni, ed offrendo al contempo luce naturale ad ogni stanza. Inoltre la tettoia che corre tutt’intorno al perimetro dei tre edifici offre punti di ombra per le finestre, funzionando anche da protezione contro l’eccessivo irraggiamento solare estivo.

Per assicurare la massima efficienza energetica è stato previsto inoltre esternamente all’intera struttura un isolamento realizzato tramite un’intercapedine d’aria e tutte le finestre saranno provviste di doppi vetri. L’intero complesso, infine, poiché sorge su un’area ad elevato rischio sismico è stato progettato considerando tutti gli opportuni margini di sicurezza contro il terremoto.

Il 25 Novembre 2019 la nuova casa è stata inaugurata!
Cliccando qui è possibile scaricare un documento riassuntivo del progetto
con alcune belle foto di Luigi Fieni che mostrano la nuova struttura CASANepal.
Realizzare la nostra CASANepal dei sogni è stata un’impresa titanica, che ha assorbito gran parte delle nostre energie per oltre due anni, ma il raggiungimento di questa pietra miliare non sarebbe stato in alcun modo possibile senza il generoso contributo di tantissime persone, singoli cittadini, fondazioni, associazioni hanno deciso di sostenere il nostro lavoro nel piccolo Stato Himalayano.


Equal Steps, donne protagoniste del loro futuro

Progetto: Equal Steps, donne protagoniste del loro futuro

Periodo: Da Maggio 2016 ad Aprile 2019

Partner locale: Apeiron Nepal

Budget: Circa € 80.000 annui

Donatore: Apeiron Trento Onlus e privati

Obiettivo: Proteggere le donne residenti nella valle di Kathmandu (distretti di Bhaktapur e Kathmandu) da ogni forma di violenza e discriminazione, dando vita ad un cambiamento sostenibile delle condizioni di sudditanza che minacciano quotidianamente le loro vite e la loro autorealizzazione, attraverso l'innalzamento della loro consapevolezza per i propri diritti, l'indipendenza economica e l’assistenza legale, medica e psicologica.


VOCI E STORIE DALLE NOSTRE DONNE

Questo progetto è strettamente conneso all’esperienza maturata da Apeiron nell’implementazione di progetti di micro-impresa femminile volti all’empowerment sostenibile di donne vittime di violenza, discriminazione o che versano in condizioni di grave disagio socio-economico, nonché allo stretto rapporto collaborativo intrapreso con il WDO (Women Development Office) della Valle di Kathmandu, al fine di contrastare congiuntamente ogni forma di violenza e discriminazione nei confronti delle donne. Grazie al progetto Equal Steps abbiamo risposto con strumenti diversi, ma integrati, a diversi gradi di bisogno. Partendo dai casi più gravi di violenza, abuso e discriminazione che sono stati seguiti nella struttura di accoglienza CASANepal, si è data risposta anche a situazioni di disagio economico e sociale meno emergenziali, ma che richiedevano tuttavia un intervento mirato, volto a garantire un reddito stabile e sufficiente a soddisfare i fabbisogni del nucleo familiare.

Beneficiarie dirette del progetto sono state 300 donne, residenti nei distretti di Bhaktapur e Kathmandu, che versavano in condizioni di disagio sociale oppure svantaggio economico o che erano vittime di violenze e discriminazione in quanto appartenenti a minoranze etniche o a caste ghettizzate.

Il progetto, della durata di 36 mesi, si è articolato in 9 fasi principali:

1) Fase preparatoria: in cui si è deciso, insieme al WDO e altre agenzie governative di riferimento, quali comunità locali coinvolgere; sono state selezionate le beneficiarie tramite sondaggi ad hoc ed è stato elaborato un curriculum di educazione non formale innovativo;

2) Fase assistenziale-emergenziale: che è durata per l’intero corso del progetto con l’obiettivo di individuare, attraverso le segnalazioni dei gruppi di beneficiarie, i casi particolarmente gravi di violenza e discriminazione da riferire a CASANepal;

3) Fase educativa: attraverso un percorso non-formale innovativo tanto nei contenuti quanto nelle metodologie di insegnamento;

4 – 5) Fase di avvio delle attività generatrici del reddito individuali: sulla base di un programma di indipendenza economica personale stilato grazie al percorso di educazione non-formale e realizzabile grazie ai fondi di restituzione rotativi (fase 5) che il progetto ha fornito ai gruppi;

6) Fase di potenziamento delle cooperative: ossia dei gruppi registrati presso il WDO di cui fanno parte le beneficiarie del progetto e che hanno tutti assunto lo status legale di cooperativa;

7) Fase di formazione in violenza di genere: rivolta allo staff dei WDO interessati dal progetto, nonché ai membri dei vari gruppi creati per monitorare la situazione in materia di violenza e traffico a fini di prostituzione;

8) Fase conclusiva: per verificare in dettaglio i risultati raggiunti durante il progetto e compararli con quelli attesi;

9) Fase di monitoraggio e valutazione: che è stata trasversale per tutto il periodo del progetto.

Attraverso questo progetto, abbiamo raggiunto i seguenti obiettivi:

  • Le donne vittime di violenza riferite dai gruppi a CASANepal hanno raggiunto il riscatto sociale e l’indipendenza economica e sono state reintegrate nella comunità di provenienza;
  • Le beneficiarie del progetto e le loro famiglie sono state informate e sensibilizzate su di una serie di argomenti di primaria importanza (alfabetizzazione, violenza di genere, diritti, ecc);
  • Le beneficiarie del progetto hanno raggiunto l’indipendenza economica grazie alle attività generatrici di reddito;
  • Il fondo creato grazie al progetto continuerà a crescere e nuove beneficiarie potranno realizzare i loro progetti;
  • Le cooperative formate dal WDO hanno iniziato ad operare agevolmente e fornendo servizi utili alle associate;
  • Lo staff del WDO ed i membri dei gruppi di osservazione comunitari sono diventati in grado di riconoscere, gestire e risolvere i casi di violenze e traffico e i conflitti a essi collegati.

Se desideri conoscere maggiori dettagli e ripercorrere  insieme alcuni dettagli di questo progetto, leggi l’articolo di Barbara Monachesi, Responsabile dei progetti di Apeiron in Nepal, pubblicato sul nostro blog “Una mano per il Nepal” cliccando qui!


Asha

Progetto: Asha

Periodo: Da Giugno 2016 a Giugno 2019

Partner locale: Apeiron Nepal

Budget: Circa € 60.000

Donatore: Annulliamo la distanza, Il nodo infinito, Amici di Rovereto

Obiettivo: Proteggere donne e ragazze contro ogni forma di violenza e discriminazione, in particolare ridurre l'assenteismo, l'abbandono scolastico e le nocive pratiche tradizionali del matrimonio tra bambini, attraverso l'incremento della consapevolezza delle donne in merito ai lori diritti legali e umani

Conclusosi a marzo 2019, il progetto è stato realizzato all’interno di quattro scuole del distretto di Dhading, in particolare nelle municipalità di Tasarpu e Jharlang, dove Apeiron è attivo da anni, e delle quali conosce perciò le problematiche e le sfide quotidiane. I problemi principali riscontrati nei villaggi sono, come purtroppo spesso accade, dirette conseguenze della forte discriminazione nei confronti delle donne ancora molto diffusa nelle aree rurali del Paese: l’alta percentuale di matrimoni precoci, l’elevato assenteismo e l’abbandono scolastico da parte delle ragazze, la quasi totale mancanza di consapevolezza dell’importanza dei certificati di nascita e di matrimonio e la larga diffusione di fenomeni di poligamia e violenza domestica.

Infatti, ASHA, che in nepalese significa speranza, aveva come obiettivo quello di proteggere donne e ragazze contro ogni forma di violenza e discriminazione, in particolare ridurre l’assenteismo e l’abbandono scolastici, prevenire le nocive pratiche tradizionali del matrimonio tra bambini, attraverso l’incremento della consapevolezza delle donne in merito ai lori diritti.

Nell’arco di tre anni il progetto ha coinvolto attivamente la comunità e circa 839 studenti delle scuole partner dell’iniziativa. Molti di loro, hanno preso parte alle attività di espressione teatrale, corsi di recupero, hanno ottenuto i loro certificati di nascita grazie al percorso di sensibilizzazione rivolto alle famiglie in collaborazione con le autorità. Ove possibile il progetto ha assicurato anche la copertura di spese mediche necessarie alla salute e prevenzione dei bambini, così come la consegna di indumenti invernali contro il rigido inverno nepalese. Tutta la comunità è stata puntualmente coinvolta nelle attività di progetto, includendo adulti e famiglie presenti nel territorio, in particolare quelli che vivono in condizioni sociali difficili, di svantaggio economico o che appartengono a minoranze etniche e caste emarginate.

Uno spot radiofonico e molti pannelli informativi in lingua nepalese sono stati diffusi e localizzati in punti strategici dei villaggi per diffondere messaggi di contrasto alle discriminazioni di genere fondate su credenze popolari e tradizionali.

ASHA, concluso a marzo 2019, ha ottenuto i seguenti risultati:

  • l’impegno ufficiale preso dalla municipalità di sostenere, al termine del nostro mandato, le spese mediche di alcuni beneficiari affetti da gravi patologie;
  • l’impegno di diverse organizzazioni locali a coprire le spese scolastiche di alcuni alunni particolarmente bisognosi – 31 in totale;
  • l’interesse da parte delle autorità locali a gestire l’asilo realizzato dal progetto e già consegnato all’ufficio di quartiere

Petal

Progetto: Petal

Periodo: 2017 – 2018

Partner locale: Apeiron Nepal

Budget: 20.000 € circa

Donatore: Annulliamo la distanza e Apeiron Trento

Obiettivo: Migliorare ulteriormente le condizioni di vita degli abitanti del villaggio di Dhaireni (Tasarpu VDC), colpiti gravemente dal sisma del 2015, con lo scopo di promuovere l’uguaglianza attraverso la consapevolezza e l’integrazione del reddito (nella fattispecie allevamento di capre) per le vittime del terremoto.

PETAL – Promoting Equality Through Awareness and Livelihood – si è svolto nell’arco di due anni tra il 2017 e 2018.

Aveva come obiettivo di migliorare ulteriormente le condizioni di vita degli abitanti del villaggio di Dhaireni (Tasarpu VDC), colpiti gravemente dal sisma del 2015, con lo scopo di promuovere l’uguaglianza attraverso la consapevolezza e l’integrazione del reddito (nella fattispecie allevamento di capre) per le vittime del terremoto.

Il progetto ha seguito un approccio di lavoro consolidato a partire da un’indagine preliminare che ha offerto informazioni demografiche e socio-economiche sulle partecipanti all’avvio di ogni ciclo di attività. Successivamente sono stati formati i gruppi di donne che hanno aderito all’iniziativa, motivate a seguire tutto il percorso proposto dal progetto. Queste ultime, infatti, hanno avuto accesso ai corsi di formazione tecnica e professionale tenuti da esperti locali. La formazione ha permesso di sviluppare un percorso di accompagnamento globale delle donne coinvolte, grazie anche alle sessioni di educazione non formale che hanno consentito un più ampio respiro di attività, dibattito, dialogo e discussione di gruppo tra donne e all’interno della comunità.  Solo quando i tempi sono stati maturi le partecipanti hanno avuto accesso a un prestito per l’avvio di nuove attività generatrici di reddito che hanno aumentato il benessere dell’intera famiglia.

In particolare, nel 2018 circa 200 donne beneficiarie del progetto hanno avuto accesso ai servizi del progetto e ottenuto un prestito per avviare diverse attività di micro impresa e circa l’85% delle neo-imprenditrici ha già iniziato a guadagnare e ad integrare lo scarso reddito familiare. Per quanto riguarda il fondo rotativo, tutti i fondi dei gruppi sono stati mobilitati e chi ha già ottenuto il prestito è si impegnato alla restituzione nell’arco dei successivi tre mesi. Lo staff del progetto, di concerto con i membri dei gruppi,  ha identificato periodicamente i partecipanti per il prestito.

Una componente essenziale del progetto ha riguardato inoltre i corsi di educazione non formale a cui le donne hanno avuto accesso, nell’ambito di un percorso di empowerment globale, che ha aumentato le loro capacità di scelta, decisione e gestione dell’economia personale e familiare. Le discussioni di gruppo hanno sempre affiancato i corsi di educazione non formale e hanno consentito uno scambio proficuo e valorizzante alle donne che hanno dato voce alle loro esperienze. Si è trattato di un’esperienza nuova e allo stesso tempo di un’utile opportunità di apprendimento per le donne che grazie a questo esercizio hanno acquisito una maggiore consapevolezza delle proprie risorse e di quelle presenti nel proprio villaggio, comprendendo meglio come possono migliorare le loro condizioni di vita. Il lavoro di gruppo tra donne, infatti, è risultato particolarmente utile per conoscere la predisposizione della comunità a trasformazioni di tipo educativo, economico, sanitario e fisico sulla base degli strumenti e delle risorse già esistenti.


Scuole sicure

Progetto: Scuole sicure

Periodo: dal 2015 ad oggi

Partner locale: Apeiron Nepal e FOCUS-Nepal

Budget: Circa 600.000€

Donatore: Donazioni private, amministrazioni pubbliche, tra cui la Regione Trentino Alto Adige e la Provincia Autonoma di Trento (tramite Apeiron Trento Onlus) e la Provincia Autonoma di Bolzano (tramite Ethical Project), fondazioni, tra le quali Fondazione Prosolidar , Fondazione Rava, Fondazione Romagna Solidale e Fondazione Mission Bambini Onlus enti privati, tra cui Giuliano De Marchi Onlus , International Adoption , Libro e Zuppa Onlus , Namastè Onore a te Onlus , Magia Verde Onlus , New Life For Children , Clown One Italia Onlus , Comitato per la lotta contro la fame nel mondo Associazione Francesco Realmonte Onlus Il Nodo Infinito Onlus grazie ai fondi dell’azienda Vi.Tre., Circolo del Gelso e Solidea Onlus .

Obiettivo: Costruzione di 25 scuole in forma permanente nel remoto villaggio rurale di Jharlang.

VOCI E STORIE DAI BAMBINI DI JHARLANG

Sabato 25 aprile 2015, alle ore locali 11:56, un terremoto di magnitudo 7.8 della scala Richter ha colpito il Nepal. Si sono contate oltre 8.790 morti e 22.300 feriti. Si stima che la vita di circa 8 milioni di persone (quasi un terzo dell’intera popolazione) abbia subito danni a seguito del sisma.

Il terremoto e gli ingenti danni che ha provocato hanno messo in luce la fragilità degli edifici, ma il terremoto ha anche evidenziato aspetti di iniquità all’interno della società nepalese, dovuta a fattori geografici, economici e legati al genere. Le zone rurali più povere hanno subito danneggiamenti assai più pesanti rispetto alle città poiché la caratteristica costruttiva e consistenza degli edifici rurali è da sempre di qualità assai modesta. Molte più donne e ragazze sono morte rispetto a uomini e ragazzi, in parte per via dei ruoli sociali che relegano le donne a trascorrere più tempo in casa. L’orario ed il giorno della settimana in cui si è verificato il primo evento sismico ha contribuito a salvare migliaia di vite. Essendo sabato, tutte le scuole in Nepal erano chiuse. Il numero di giovani vittime sarebbe stato molto più elevato, considerato che ben 7.000 scuole sono state abbattute.

Dopo una prima fase prettamente emergenziale, rivolta a risolvere i problemi immediatamente conseguenti al terremoto e di cui è possibile sapere di più cliccando qui, la nostra attenzione si è rivolta a rendere durevole nel tempo quanto già realizzato in particolare nel VDC (Village Development Committee) di Jharlang, nel distretto di Dhading, nella regione centrale del Nepal.

Il DDRC di Dhading ha chiesto la collaborazione di Apeiron per la costruzione di 25 strutture scolastiche semi permanenti nel VDC di Jharlang. Lì infatti Apeiron era presente da due anni con un progetto volto a migliorare le pratiche di coltivazione delle patate e a rafforzarne la catena del valore e, a seguito del terremoto, tutte le scuole erano state rase al suolo.  Il DDRC aveva anche fornito il disegno tecnico per eseguire le strutture semi permanenti secondo le direttive dell’ingegnere governativo del Dipartimento di Istruzione facente capo al Ministero dell’Istruzione Pubblica. Le strutture sono state disegnate con il fine di poter essere rese, in un secondo momento, permanenti.

Mantenere fede alla promessa di costruire 25 strutture scolastiche semi permanenti non è stato facile. Ci siamo sin da subito trovati a lavorare in condizioni estremamente ardue: in primis abbiamo dovuto fare il conto con la totale assenza di elettricità.

Il precario sistema elettrico del villaggio è stato, infatti, compromesso dal sisma e, nonostante le ripetute promesse, è stato ripristinato più di un anno dopo.

La seconda sfida titanica con la quale ci siamo dovuti misurare è stato il trasporto dei materiali. Dopo poco il terremoto, avevamo già accumulato oltre 100 tonnellate di materiale per completare il progetto, ma la strada per Jharlang non era più percorribile. La stessa, infatti, era franata a causa del terremoto ed i lavori per il ripristino, che sono stati avviati con grande ritardo e con ritmi molto lenti, si sono totalmente fermati a fine Settembre 2015, quando, per interessi geopolitici complessi e non ancora del tutto chiari, si è bloccato il trasporto di merce tra India e Nepal.

E così, in un Paese già in ginocchio per via di un violento terremoto, sono iniziati a scarseggiare tantissimi beni di prima necessità. Tra questi anche il carburante che sarebbe servito ai mezzi impiegati nel ripristino della strada franata. Alla fine, non potendo permetterci il trasporto via aerea, offerto a tariffe ridotte ma pur sempre troppo elevate per le nostre tasche dall’agenzia ONU – World Food Programme, abbiamo dovuto far trasportare il materiale per gran parte letteralmente a spalle dalla gente del posto, impiegando ben 3.200 portatori.

Si è trattato, quindi, di un lavoro molto più difficile di quel che avremmo mai immaginato e che ha tenuto impegnato tutto lo staff per mesi interi. Senza un reale supporto da parte del governo e con tutte le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, siamo riusciti a completare la costruzione di 25 strutture scolastiche semipermanenti solo nel Febbraio 2016.

Le lezioni scolastiche a Jharlang sono quindi riprese solo dopo molti mesi dal sisma, e per un lungo periodo sono state tenute in maniera non regolare. La riapertura delle scuole in veri e propri edifici all’uopo adibiti è diventata un passo importante per l’intera comunità: il segno che è arrivato il momento di riprendere a vivere normalmente.

Impegnati nella costruzione delle strutture semipermanenti, abbiamo continuato a coordinarci con il Ministero della Pubblica Istruzione per ottenere disegni tecnici atti a trasformare le strutture semi permanenti in strutture solide, destinate a durare per decenni. Il Ministero, sotto nostra pressione, ha quindi inviato un suo ingegnere a Jharlang per identificare i materiali presenti in loco utilizzabili allo scopo. Al termine di una visita condotta a metà Febbraio 2016, abbiamo finalmente ottenuto i disegni tecnici richiesti. Le strutture presentano pareti solo in minima parte in muratura. La maggior parte delle superfici delle pareti sono costruite in lamiera, per rispettare norme antisismiche, e le aule sono rivestite in legno per consentire l’isolamento termico.

Con grandi difficoltà ma altrettanto orgoglio, grazie al prezioso supporto di tanti donatori istituzionali e privati nel 2018 siamo riusciti a concludere i lavori per rendere permanenti tutte le 25 strutture da noi costruite in versione temporanea (TLC) subito dopo il sisma.


Centri Nascite

Progetto: Centri Nascite

Periodo: 2016 - 2018

Partner locale: Apeiron Nepal

Budget: 16.300€ circa

Donatore: Rotary Club di Meda e delle Brughiere

Obiettivo: Migliorare la qualità dei servizi forniti nei centri nascite e dei servizi sanitari in due villaggi del Distretto di Kathamandu e in un villaggio del Distretto di Jumla.

L’iniziativa promossa ha avuto come obiettivo quello di migliorare la qualità dei servizi forniti nei centri nascite, grazie alla collaborazione avviata tra APEIRON e il Rotary Club di Meda e delle Brughiere, scaturita nell’elaborazione di un’azione pilota volto a migliorare la qualità dei servizi sanitari nelle comunità in cui APEIRON stava già lavorando, in particolare:

  1. Ghodemahadev nel distretto di Jumla,
  2. Chapaboat VDC nel distretto di Kathmandu,
  3. Patap VDC nel distretto di Kathmandu.

Ancora oggi, infatti, le complicazioni durante la gravidanza, il parto e dopo il parto continuano a rimanere una delle principali cause di morte tra i neonati e le madri in Nepal.

Numerosi studi indicano che in Nepal, circa il 40% delle madri soffrono di problemi di salute durante e dopo il parto che hanno effetti negativi per tutta la vita, come l’anemia cronica, infezioni dell’apparato riproduttivo, fistola ostetrica, e prolassi uterini (UMN-2002). In Nepal, migliaia di neonati muoiono ogni anno a causa di cure inadeguate nelle sale parto e centinaia di donne muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza, il travaglio e il periodo post-partum.

In tutte e tre le aree è stato possibile sia supportare la costruzione di una nuova clinica, sia, a seconda dei bisogni precedentemente identificati, sostenere l’acquisto di nuovi materiali e affiancare  il personale medico-infermieristico attraverso opportune sessioni di formazione sul campo.

Dove necessario il progetto ha previsto l’acquisto e la consegna di materiali adeguati a svolgere le prestazioni sanitarie di base che questi piccoli centri di salute assicurano in località rurali e di montagna particolarmente isolate, dove la salute non è ancora un diritto pienamente garantito.

In tutte le località abbiamo organizzato alcuni incontri formativi con i gruppi di donne del villaggio grazie alla presenza di un’infermiera specializzata che ha parlato di salute riproduttiva, pianificazione familiare e la cura e gli esami necessari durante la gravidanza. Un’attenzione particolare è stata rivolta alla pratica tradizionale del chaupadi. Si tratta, quest’ultima, di una pratica, ormai illegale ma purtroppo ancora molto in uso a Jumla ed in altri distretti del Nepal Occidentale, che tende a relegare le donne durante il ciclo mestruale in rifugi di fortuna, allontanandole dalle famiglie perché considerate impure. Questo approccio si è rivelato un successo per aumentare il numero di donne che si sono rivolte ai servizi in caso di necessità.

Abbiamo infine lavorato a stretto contatto con le autorità perché si impegnassero a garantire continuità ai centri nascite e prenderli in consegna alla fine del nostro intervento.


Outreach

Progetto: Outreach

Periodo: da Maggio 2016 ad Aprile 2017

Partner locale: Apeiron Nepal, Focus Nepal

Budget: circa € 30.000

Donatore: vari: privati ed enti pubblici

Obiettivo: Ridurre la violenza di genere e la vulnerabilità di donne e ragazze del distretto di Dhading attraverso sensibilizzazione e conoscenza.

Apeiron è presente nel distretto di Dhading fin dal 2008 con progetti di microimpresa femminile e sostegno all’attività degli spaccapietre; nel 2015, a seguito del sisma che ha gravemente colpito il Distretto, in partenariato con l’organizzazione canadese Aura Freedom International, abbiamo aperto e gestito in diversi campi di terremotati degli spazi sicuri per donne, rese ancora più vulnerabili dalla situazione di emergenza.

Con la chiusura dei campi da parte del governo, le attività svolte negli spazi sicuri (tecnicamente chiamati FFS – Female Friendly Space) sono state riviste e trasferite alle comunità locali grazie al progetto “Outreach” che, sempre ideato e realizzato in stretta collaborazione con Aura Freedom International, si è focalizzato principalmente sulla lotta alla disparità di genere e alla violenza nei confronti di donne e bambini.

Fermamente convinti che l’eliminazione della violenza di genere debba necessariamente partire dall’educazione e dalla conoscenza, abbiamo creato un team itinerante, composto da donne locali, che si spostava di villaggio in villaggio per fornire educazione ed accesso a vari servizi all’interno di un ambiente sicuro, dove donne e ragazze che vivevano nelle comunità colpite dal terremoto potessero denunciare violenze, cercare aiuto, ricevere assistenza medica e legale e trovare supporto, sia fisico che psicologico.

In seno al progetto Outreach abbiamo organizzato corsi di alfabetizzazione e di life skills, programmi sportivi per le adolescenti, workshop sulla violenza di genere, le discriminazioni sessuali, la salute riproduttiva, l’igiene, il family planning, i diritti umani e delle donne.


Spaccapietre

Progetto: Spaccapietre

Periodo: Dal 2009 al 2015

Partner locale: Youcasp; Apeiron Nepal

Budget: circa 18.000€ annui

Donatore: Regione Trentino Alto Adige, Namastè Belgium, Albero dei sorrisi, Namaste Onore a te.

Obiettivo: Affrancare le famiglie di spaccapietre dalla condizione di moderna schiavitù nella quale versano attraverso un approccio olistico che prevede l’avvio di attività integratrici del reddito, il sostegno alla scolarizzazione dei bambini della comunità, l’educazione al risparmio ed il trattamento sanitario di base.

Il distretto di Dhading conta una massiccia presenza di spaccapietre, lavoratori che versano in condizioni di vera e propria schiavitù: la giornata lavorativa è di almeno 10 ore e si svolge con strumenti primitivi e in totale assenza di precauzioni e protezioni. I lavoratori sono illegalmente sfruttati dai proprietari terrieri e dai procacciatori di lavoro che pretendono da loro un affitto per i terreni lungo il fiume sui quali vivono e lavorano. Il reddito medio di uno spaccapietre è di circa un euro al giorno, sufficiente a malapena per la mera sussistenza.

Le precarie condizioni igienico sanitarie in cui queste persone vivono (assenza di acqua potabile, servizi igienici e sanitari) comportano la forte diffusione di malattie, oltre ad una marcata malnutrizione e all’abuso di alcool e tabacco: gli spaccapietre vengono discriminati ed emarginati persino dalla stessa comunità locale, che tende a speculare sui loro bisogni primari.

Per cercare di migliorare questa drammatica situazione, Apeiron ha portato avanti per diversi anni il progetto “SPACCApietre”, del quale hanno beneficiato più di 100 famiglie: i partecipanti hanno potuto seguire corsi di life skills, di alfabetizzazione e di educazione al risparmio, oltre ad aver ricevuto materiali e formazione per l’implementazione di un’attività, l’allevamento dei maiali, fondamentale per l’integrazione del loro scarno reddito. Il progetto ha inoltre offerto ai figli degli spaccapietre delle borse di studio per permettergli un’istruzione adeguata e ha svolto svariate attività sanitarie di prevenzione ed emergenza a favore dell’intera comunità.

L’impegno di Apeiron per la comunità degli spaccapietre ha visto la sua naturale prosecuzione nel progetto “HAMROGhaar“, grazie al quale siamo riusciti a costruire abitazioni solide e dignitose per 30 famiglie della comunità medesima.


Hamro Ghaar

Progetto: Hamro Ghaar

Periodo: Dal 2014 al 2015

Partner locale: Youcasp; Apeiron Nepal

Budget: 70.000€

Donatore: Selavip Foundation, Ethical Project Onlus e donazioni private

Obiettivo: Migliorare le condizioni di vita di 30 famiglie di spaccapietre residenti lungo le rive del fiume Agrakhola nel Distretto di Dhading, facilitandone l’accesso ad abitazioni stabili e dignitose.

Il progetto “HAMROGhaar” (che in Nepalese significa “La nostra casa”) è stato pensato come prosecuzione dell’intervento olistico SPACCApietre, avviato da Apeiron nel 2009, e ha permesso la realizzazione di 30 abitazioni che sono state concesse in affitto ad altrettante famiglie, selezionate fra le più bisognose nella comunità degli spaccapietre, residenti lungo le rive del fiume Agrakhola.

Il terreno selezionato per la costruzione ha visto sorgere, oltre alle strutture abitative, anche degli spazi destinati all’allevamento dei maiali (quale attività integrativa del reddito) e delle zone destinate alla coltivazione ad orto per l’auto-sostentamento delle famiglie.

La realizzazione del progetto si è conclusa nei primi mesi del 2015, quando tutti gli edifici sono stati ufficialmente abitati dai beneficiari. Sfortunatamente, il terremoto dell’Aprile 2015 ha cambiato drasticamente la situazione: alcuni residenti infatti, non abituati a vivere in solide case di mattoni, contro ogni logica le hanno abbandonate per ritornare alle loro vecchie residenze, costruite con fango e lamiera e quindi molto più pericolose (basti pensare che, su 30 edifici realizzati grazie a questo progetto, solamente due hanno subito lievi danni a causa del sisma). Le abitazioni sono perciò state destinate ad altre famiglie della comunità le cui case erano andate distrutte a causa del sisma.

Pur trattandosi di un progetto ufficialmente concluso, l’impegno di Apeiron in questa comunità non finisce qui, ma trova la sua naturale prosecuzione nel nuovo progetto denominato “Asha“.


SHAKTYGhar

Progetto: SHAKTYGhar

Periodo: 2004 – 2013

Partner locale: Swadhin Sutra; Sahara Group

Budget: circa 17.500€ annui

Donatore: Gruppo Apeiron Sanremo

Obiettivo: Fornire a donne svantaggiate e vittime di violenza e discriminazione una possibilità di formazione professionale in economia domestica e cucina con il conseguente inserimento nel mercato del lavoro.

In Nepal il mondo del lavoro è privo di regole e di garanzie per i lavoratori e sono ovviamente i soggetti più deboli della società, tra cui le donne, a cadere più spesso vittime di uno spregiudicato sfruttamento, particolarmente diffuso nel settore del servizio domestico ed alberghiero.

Il progetto SHAKTYGhar (che in nepalese significa “casa dell’energia femminile“) ha preparato negli anni circa 100 donne nepalesi in maniera ottimale, consentendo loro l’accesso in strutture (case private o alberghi e ristoranti di buon livello) che rispondono ad alcuni criteri minimi di responsabilità sociale: equa retribuzione, orari di lavoro accettabili, ambiente lavorativo accogliente, ecc…

La sede del training è sempre stata la foresteria di Apeiron, VIVINepal (attualmente non più attiva), dove le beneficiarie hanno potuto contare su di un’ampia cucina per le lezioni culinarie e su di una struttura che richiede standard di pulizia estremamente elevati.

Il corso era composto di tre sezioni: economia domestica, cucina e studio della lingua inglese.

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